
Il Salento in un sorso: come riconoscere e degustare i vini tipici del Tacco d’Italia
Salento terra di buon cibo ma, soprattutto, di ottimi vini, sempre più rinomati nel panorama enologico italiano ed estero.
Frutto di tradizioni tramandate da generazioni in molte famiglie legate alla loro terra e ai cicli della vendemmia da un amore profondo, si passa dai bianchi ai rossi e ai rosati con un’ampia varietà di sapori e profumi. Sono principalmente quattro i vitigni locali che danno origine a vini strutturati dal gusto inconfondibile. Vediamoli insieme.
Il Negroamaro
Questo vitigno a bacca nera rappresenta la base dei migliori rosati salentini, oltre a dare vita a rossi particolarmente intensi. Il suo retrogusto tipicamente amarognolo e il sapore asciutto ma al tempo stesso fruttato e armonioso vengono in alcuni casi ammorbiditi dall’aggiunta di Malvasia nera, come nel caso del Salice Salentino DOC.
Con quali piatti della tradizione salentina abbinarlo:
frise, pezzetti di cavallo e polpette al sugo, sagne ‘ncannulate, turcinieddhi e arrosti di carne
Curiosità:
le origini di questo nome appaiono incerte. Tra le ipotesi più accreditate, quella dell’etimologia greco-latina “niger-maurus”, termini indicanti entrambi il colore nero. Un’altra possibilità è legata al nome del vitigno nel dialetto salentino, “niuru-maru”, che evidenzia le due principali caratteristiche organolettiche, ovvero il colore nero e il sapore amaro.
Il Primitivo
Un vitigno a bacca rossa che proviene dall’altra sponda dell’Adriatico, forse grazie a un’importazione molto antica per mano degli Illiri, popolo che abitava i Balcani in epoca latina.
In base alle tipologie di affinamento si possono ottenere primitivi molto diversi tra loro, ma generalmente accomunati da un colore rubino cupo e con sfumature viola. Il sapore è corposo e caldo, con sentori di frutta e tannini, particolarmente persistenti.
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Con quali piatti della tradizione salentina abbinarlo:
carni rosse, formaggi stagionati, primi piatti con sughi di carne o zuppe di verdure.
Curiosità:
il nome “primitivo” deriva presumibilmente dai tempi di maturazione dell’uva, anteriori rispetto a quelli delle altre varietà.
La Malvasia
Piacevolmente aromatica ma non troppo marcata, come abbiamo già accennato, la Malvasia nera viene spesso usata come varietà da taglio per il Negroamaro. In purezza, più raro, questo vitigno dà vita a un vino color rubino particolarmente brillante e dal sapore vellutato. Dalla Malvasia bianca nasce invece un vino dal colore giallo paglierino, fresco, con un buon grado di acidità e sapidità.
Con quali piatti della tradizione salentina abbinarlo:
per la Malvasia nera, formaggi, turcinieddhi di agnello e piatti a base di carne; la varietà bianca è invece perfetta per accompagnare il pesce o le carni bianche più leggere.
Curiosità:
la Malvasia è di origini greche e, precisamente, peloponnesiache. Qui, in una fortezza bizantina, si producevano vini dolci, successivamente esportati dai veneziani in varie parti d’Europa.
Il Susumaniello
Si tratta di un vitigno a bacca nera molto usato nel passato, poi lasciato in secondo piano e particolarmente rivalutato in tempi molto recenti. Essendo completamente autoctono, lo si può trovare solo in territorio salentino.
Il vino che è rosso intenso, strutturato e corposo, con un aroma fruttato, caratterizzato da sentori di prugna e frutti di bosco, oltre che da fragranze di pepe e vaniglia.
Con quali piatti della tradizione salentina abbinarlo:
parmigiana di melanzane, fave e cicorie, rape ‘nfucate.
Curiosità:
chiamato anche Susumariello nero, Susomaniello o Somarello nero, prende il suo nome dall’elevata capacità produttiva che caratterizza il vitigno, carico di grappoli d’uva “come un somarello”.
Dove degustare i vini salentini: il tour delle cantine
Oltre a ristoranti, osterie e trattorie tipiche, durante il tuo tour nel Salento puoi programmare una visita ad una delle cantine locali, che aprono spesso le loro porte a turisti e amanti del buon vino. Solo per fare alcuni esempi, tra quelle più rinomate ricordiamo Leone De Castris, Castello Monaci, Tormaresca, Menhir, Cantele, Conti Zecca.