
I mari del Salento tra storia e leggenda:
il versante Ionico
Dopo aver visto riserve, parchi e bacini che sorgono a pochissimi chilometri dal capoluogo leccese, dopo aver esplorato il centro storico della città a buon diritto soprannominata “la Firenze del Sud”, dopo aver fatto tappa con gli occhi della mente in alcune delle località adriatiche più belle del Salento, eccoci pronti per un nuovo viaggio, questa volta verso ovest.
È arrivato infatti il momento di scoprire alcuni dei gioielli salentini che popolano il versante ionico. Buona lettura!
Santa Maria al Bagno
Se è vero, come recita un detto popolare, che “nella botte piccola c’è il vino buono”, l’esistenza di questa località di mare non fa altro che confermarlo. Santa Maria al Bagno è una piccola insenatura rocciosa che incornicia un mare dalle sfumature intense e accese, dal celeste al verde. Una vera e propria bomboniera dello Ionio salentino, antico villaggio di pescatori oggi amato da autoctoni e turisti per il suo indiscusso fascino, dove ville in stile liberty si affacciano su calette sabbiose e scorci di macchia mediterranea.
Curiosità – Alcune delle principali tracce della storia di questa marina si ritrovano nella “Grotta del Fico” – dove sono stati rinvenuti reperti come ceramiche e frecce preistoriche -, nella necropoli di epoca messapica, presso il porto “Emporium Nauna” oppure nelle aree termali.
Gallipoli
Dal greco antico Kallìpolis, che significa “Città Bella”, questa località salentina è conosciuta anche come “la perla dello Ionio”, inserita nella Lista provvisoria dell’Unesco per l’importanza degli edifici risalenti all’epoca barocca, in attesa di essere eventualmente riconosciuta come patrimonio dell’umanità. Un tempo borgo di pescatori e marinai, tra coste frastagliate, mare cristallino e monumenti antichi, questa città amalgama natura, storia e turismo, grazie alle numerose attività ristorative, che offrono i migliori prodotti del mare, e ai locali per il ritrovo serale.
Passeggiando per i vicoli stretti del centro storico, popolati da pescatori e artigiani, si respira la parte più autentica e genuina della salentinità.
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Cosa visitare – Il Castello Angioino, prospiciente il mare, costruito nel 1280 da Carlo d’Angiò; la Chiesa della Purità, che ci riporta indietro fino al XVI secolo; la fontana greco-romana, una delle più antiche d’Italia e realizzata con la pietra dura di Corinto; la Cattedrale di Sant’Agata, che deve la sua importanza ai dipinti di cui è ricca e al caratteristico barocco leccese.
Punta ProsciuttoUna lunga spiaggia bianca e un mare talmente limpido da essere quasi trasparente caratterizzano la zona di Punta Prosciutto, una località dai tratti caraibici appartenente al comune di Porto Cesareo. È un vero angolo di Paradiso per chi ama la bellezza del mare e della natura. Questo tratto di costa appartiene alla cosiddetta Palude del Conte, un Parco Naturale Regionale popolato da numerose specie vegetali e animali, anche in via di estinzione.
Cosa fare– Oltre ad essere il posto ideale per il turismo familiare, grazie all’acqua bassa e alla confortevole morbidezza della sabbia, Punta Prosciutto è una meta ambita da giovani e sportivi per praticare windsurf, immersioni ed escursioni in barca a vela.
Marina di PescoluseUna distesa di sottilissima sabbia bianca, mare cristallino, insenature rocciose verdeggianti che si stagliano all’orizzonte: se qualcuno non avesse la certezza si trovarsi a poca distanza da Leuca, potrebbe sembrare uno scenario tipicamente tropicale. Non è un caso se la Marina di Pescose è rinomata per il meritato soprannome di “Maldive del Salento”. Il piccolo centro storico è particolarmente affollato soprattutto nel periodo estivo, quando diventa una delle mete salentine più ambite da turisti di ogni età. Tra lidi glamour e locali, anche la nightlife rappresenta un fiore all’occhiello della marina di Pescoluse, in particolare per i più giovani.
Curiosità –Se hai voglia di respirare un po’ di storia, puoi visitare il dolmen “Argentina”, la cinquecentesca Torre di Masseria Borgino o il Pozzo Monumentale in pietra leccese. Se invece vuoi dedicare il tuo tempo a una passeggiata rigenerante nel paesaggio rurale tipicamente salentino, quello che fa per te sono le campagne, costellate di pajare (piccole costruzioni di pietra, in passato usate come rifugio dai contadini e realizzate con la stessa tecnica dei muretti a secco).
Porto SelvaggioDefinirla località balneare sarebbe semplicemente riduttivo. Tra sentieri, pinete, una macchia mediterranea pullulante di piante profumate, un arenile di ciottoli e ghiaia, fredde acque cristalline e sorgenti sotterranee di acqua dolce, Porto Selvaggio è un vero e proprio Parco Naturale Regionale, un’area protetta e incontaminata lontana anni luce dalle solite spiagge prettamente turistiche, con i suoi 432 ettari di costa, 268 dei quali popolati dalla pineta.
Curiosità– La baia di Porto Selvaggio sorge all’ombra della Torre dell’Alto, situata sulla Rupe della Dannata. Secondo la leggenda, da questa rupe una giovane ragazza decise di lanciarsi pur di non cedere alle lusinghe di Giangirolamo II Acquaviva, conte d’Aragona.
Ed è proprio da questa antica torre di avvistamento che si può ammirare una vista panoramica davvero suggestiva sull’intero parco naturale di Porto Selvaggio.